Imposta di successione per i diamanti da investimento

tasse di successione pietre prezioseSono in molti quelli che ritengono che i diamanti e più in generale le pietre preziose da investimento siano esenti da imposte di successione. È un grave errore, però, nel quale i clienti sono tratti in inganno da operatori poco seri che sperano così di lucrare sulla vendita di pietre preziose. Per l’acquisto di pietre preziose, allora, meglio rivolgersi ad esperti del settore che sapranno offrire consulenza sulla scelta delle pietre più vantaggiose e dare indicazioni sul trattamento fiscale previsto. Ecco tutto quello che dovete sapere.

Perché i diamanti sono soggetti all’imposta di successione?
I diamanti da investimento sono considerati beni rifugio e per questo sono soggetti al pagamento dell’imposta di successione. A regolare la materia è il Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni che spiega come tutti i beni siano soggetti a questa imposta, includendo l’elenco di quei beni che invece sono espressamente esenti da tale tassa, come avviene per i titoli di stato. I diamanti non rientrano in questa categoria e dunque devono essere considerati come beni rifugio, una classe di appartenenza che comprende anche lingotti e monete d’oro nonché altre pietre preziose e che di conseguenza il pagamento dell’imposta di successione nel caso si ricevano in eredità. Il mancato pagamento di questa tassa comporta multe salate.

Quali stratagemmi si possono utilizzare per non pagare l’imposta di successione?
Come sempre, se si tratta di provare a risparmiare su tasse ed imposte, sono tantissimi i modi fantasiosi con i quali si cerca di eludere i pagamenti. La questione dei diamanti ricevuti in successione non fa eccezione. Molti provano ad occultare direttamente il lascito, inconsapevoli che il problema si ripresenta appena si ha la necessità di venderli per realizzare liquidità, poiché il Fisco si accorgerebbe subito della mancata denuncia di possesso, rendendo la vendita difficile senza la certificazione. Altri, invece, provano a far risultare i diamanti da investimento al pari di gioielli ornamentali ma pure in questo caso si tratta di uno stratagemma che non funziona perché si tratta di due categorie molto differenti. Infine ci sono quelli che per eludere il pagamento della tassa di successione fanno incastonare i diamanti all’interno di montature di anelli o bracciali: tentativo inutile perché il Fisco si interrogherebbe comunque sulla provenienza di una pietra di così grande valore.

Perché scegliere IGR Diamanti a Roma per l’acquisto di diamanti?
Invece di provare senza successo ad eludere il Fisco, conviene invece rivolgersi ad un operatore serio che possa aiutarci nella scelta delle pietre migliori nelle quali investire, soprattutto se si tratta di diamanti per i quali è semplice incorrere in truffe. Ad esempio a Roma è attivo l’istituto di gemmologia IGR Diamanti che è una garanzia per tutti coloro vogliano acquistare o vendere diamanti e altre pietre preziose. Indipendentemente dal tipo di investimento che si desidera fare e dal budget che si ha a disposizione, lo staff di IGR Diamanti saprà sempre trovare una pietra in grado di soddisfare i desideri dei clienti e rappresentare un bene rifugio sicuro per salvaguardare il proprio investimento. Da IGR Diamanti Roma le pietre sono certificate dagli esperti del centro e non si corre mai il rischio di incappare in una truffa.

I consigli di IGR Diamanti a Roma per l’acquisto di diamanti.
Il consiglio degli esperti  è sempre quello di denunciare un’eventuale eredità in diamanti così da semplificare le procedure in caso di vendita successiva. Se le pietre ricevute in eredità sono prive di certificazione, ci si può rivolgere all’istituto di gemmologia IGR Diamanti Roma per una valutazione e la redazione del relativo certificato di autenticità. In questo modo sarà molto più semplice far fruttare il proprio investimento, soprattutto in previsione di una vendita futura. IGR Diamanti Roma è una garanzia per ogni investimento in pietre preziose e lo staff potrà offrire la propria consulenza anche per il calcolo dell’imposta di successione.

Vendere anello d’oro con diamante

56347ysxzVi sarà sicuramente capitato di pensare di vendere quell’anello con diamante che conservate nella cassetta di sicurezza senza averlo mai indossato. Magari con la cifra realizzata dovete soddisfare un altro piccolo o grande desiderio e vi occorre ovviamente realizzare il massimo guadagno dalla vendita. Se non sapete come muovervi potete seguire questa semplice guida.

1. Capire quanto vale il vostro anello con diamanti
Capire quanto vale il proprio anello con diamanti può non essere un’impresa semplice perché occorre avere una certa dimestichezza con la materia per poter riuscire a calcolare esattamente il giusto valore dell’anello. Questo viene calcolato prendendo in considerazione molti fattori differenti come ad esempio le 4 c (cut, colour, clarity and carat) che sono gli elementi portanti di ogni valutazione e quotazione. Ovviamente ogni anello avrà un valore differente perché non tutti hanno lo stesso numero di carati, il medesimo taglio, il colore e la purezza identici. Occorre individuare bene queste differenze per riuscire a dare all’anello con diamanti il giusto valore che vi permetterà di non incorrere in fregature quando si tratterà di vendere effettivamente il gioiello con l’obiettivo di ricavare la cifra maggiore.

2. Farsi fare diversi preventivi
Per avere un’idea chiara di come funzioni il mercato dei diamanti e della vendita di gioielli usati occorre farsi fare molti preventivi diversi, così da avere il polso della situazione. Online si possono trovare diversi siti specializzati nella compravendita di diamanti e si possono prendere in considerazione anche i diversi compro-oro che si trovano in tutte le nostre città. Vi accorgerete fin da subito che ogni operatore vi proporrà una valutazione differente. Ciò accade perché purtroppo non tutti sono trasparenti e in tanti pensano solo al proprio tornaconto e puntano ad acquistare alla cifra più bassa per realizzare un guadagno maggiore. C’è da dire anche che molti altri non hanno una profonda conoscenza della gemmologia e non sono in grado di valutare le pietre preziose per quelle che realmente sono.

3. Individuare le caratteristiche dell’operatore migliore
Individuare le caratteristiche di un operatore serio che possa affiancarci nel percorso di vendita di un anello con brillante o di acquisto di diamanti da investimento può essere la chiave vincente per concludere al meglio l’operazione. Innanzitutto l’operatore deve essere autorizzato dall’ente apposito e deve quindi avere tutte le caratteristiche richieste per il rilascio di tale autorizzazione. Inoltre deve effettuare le valutazioni in base alle famose 4 c e deve offrire servizi aggiuntivi come ad esempio la certificazione dei diamanti, una documentazione molto utile se si intende trasformare il proprio anello con diamanti in denaro contante. Farsi fare diversi preventivi vi permetterà di valutare l’operatore al quale vi siete rivolti prima di riuscire a scegliere definitivamente quello con il quale concludere la transazione di vendita o di acquisto.

4. Affidarsi ad un leader di mercato
Per andare sul sicuro e non sbagliare operatore conviene affidarsi ad un leader di mercato che possa offrire tutte le garanzie che state cercando. Per questo motivo rivolgersi a IGR Diamanti Roma è sempre un’idea vincente. Innanzitutto IGR Diamanti Roma è un operatore autorizzato alla compravendita di diamanti e per ottenere questa certificazione ha dovuto dimostrare di possedere restringenti requisiti. Il punto di forza di IGR Diamanti Roma, però, è sicuramente il suo staff che è composto da esperti gemmologi che sono in grado di valutare nel modo più veritiero le gemme che sono portate in visione. Rivolgendosi a IGR Diamanti Roma sarete sicuri di portare avanti una transazione trasparente, con valutazioni alle quotazioni più alte del mercato e molto veritiere rispetto al reale valore della pietra che state vendendo. Con IGR Diamanti Roma realizzare il massimo guadagno e soddisfare un altro desiderio sarà un gioco da ragazzi!

Banco diamanti per investimenti in pietre preziose

Che cos’è un banco diamanti per investimenti in pietre preziose?

Un banco diamanti per investimenti in pietre preziose è il luogo giusto dove portare i diamanti, le gemme pregiate e i gioielli da far valutare, inoltre è il posto perfetto in cui venderli in piena sicurezza. Conosciuto anche con il nome di compro diamanti, un banco diamanti è un’attività seria e rispettata al cui interno lavorano esperti e qualificati gemmologi specializzati nella compravendita e nella stima sia dei diamanti sia di altre gemme raffinate quali rubini, zaffiri e smeraldi e di gioielli costituiti da metalli preziosi come l’oro.

Dunque per chi desidera far quotare con precisione, professionalità e serietà delle gioie e/o delle gemme preziose, ad esempio i braccialetti e gli orologi d’oro e/o gli anelli e gli orecchini con diamanti, è un’ottima idea fissare un appuntamento con i gemmologi di un banco diamanti.

Quali sono le caratteristiche dei diamanti da investimento?

I diamanti sono delle sfavillanti, cristalline, esclusive e costose gemme di qualità eccelsa dal fascino senza tempo formate da carbonio puro molto duro, resistente e durevole opportunamente lavorato per migliorarne l’estetica ai fini della vendita. Tali gemme pregiate sono in grado di suscitare curiosità e sorpresa in chiunque, anche in chi non è coinvolto nel mondo dei preziosi. In particolare i diamanti da investimento per essere classificati e quotati correttamente devono presentare delle precise caratteristiche inerenti al tipo di taglio, al peso misurato in carati, al colore, alla purezza e a tanti altri fattori correlati a tali peculiarità riconoscibili soltanto da esperti gemmologi cui è possibile rivolgersi all’interno di un banco diamanti per investimenti in pietre preziose.

Inoltre i diamanti da investimento vengono venduti blisterati, ossia posti in pratiche confezioni protettive di estetica gradevole, e devono essere sempre accompagnati da un certificato di garanzia che ne dimostri l’autenticità. Al riguardo il certificato gemmologico dei diamanti, che per l’appunto è l’attestato identificativo di tali pietre preziose, deve essere rilasciato da un laboratorio riconosciuto, autonomo, imparziale e altamente specializzato nelle analisi di gemme chic come i diamanti, i rubini, gli smeraldi e gli zaffiri.

Più nello specifico per giudicare un diamante è necessario tenere in considerazione il famoso sistema di valutazione delle 4 C ultimato dall’Istituto Gemmologico d’America (G.I.A.). Tale sistema scientifico per stimare i diamanti prende in considerazione l’unione di 4 fattori chiave quali carat weight, color grade, clarity grade e cut grade la cui traduzione è rispettivamente peso in carati, grado di colore, grado di chiarezza e qualità di taglio.

Quali vantaggi offrono i diamanti da investimento?

Investire in diamanti può essere davvero un rifugio sicuro, remunerativo e a basso rischio, ma soltanto se ci si affida ai migliori professionisti nel mercato dei preziosi, ad esempio i gemmologi che lavorano in un banco diamanti per investimenti in pietre preziose. In particolare i diamanti da investimento sono dei beni palpabili e monetizzabili il cui prezzo è in crescita, tuttavia per evitare di essere raggirati è opportuno rivolgersi a dei compro diamanti affidabili, affermati e credibili. Ebbene per comprendere quanto sia rimunerativo investire in diamanti è il caso di porre l’accento sul fatto che il valore di un diamante non si sviluppa in maniera uniforme in base al suo peso in carati, difatti più tale gemma chic è pesante più accresce il valore di ogni singolo carato.

Pertanto se un diamante che pesa 0,1 grammi, ossia 0,50 carati, costa all’incirca 5.000 euro allora un diamante qualitativamente identico che però pesa 0,2 grammi, cioè 1 carato, può presentare un prezzo intorno ai 16.000 euro. Dunque la seconda pietra preziosa presa in considerazione pesa il doppio ma vale più del triplo rispetto alla prima gemma pregiata considerata nonostante presentino la stessa qualità. In definitiva si deve notare che il guadagno ottenibile con un diamante da investimento è davvero consistente.

Rubino come capire quando è di valore

rubino pietra da investimentoIl rubino è una varietà del minerale corindone che si presenta di colore rosso per la presenza di cromo, le cui tonalità spaziano da un rosso più intenso, definito anche sangue di piccione, fino ad arrivare al rosato. Il suo nome deriva dal latina ruber e significa rosso, naturalmente.
Solitamente le sue dimensioni non sono mai eccezionali e una delle caratteristiche che più conta nella sua valutazione è la trasparenza, per questi motivi un rubino che superi i 10 carati e sia di una limpidezza sopra la media rappresenta un evento molto raro.
E’ in ogni caso una pietra molto rara e soprattutto nel passato, quando i mezzi gemmologici non permettevano analisi accurate, venivano spesso spacciati per rubini altri minerali come lo spinello, lo zircone o il topazio. Protagonista di uno dei più famosi errori nella storia delle gemme fu proprio uno spinello presente nella corona britannica come rubino del principe nero.
I giacimenti più famosi di rubino si trovano in Cina, Sri Lanka, Tanzania, Madagascar, Vietnam e Thailandia, anche se quelli dai quali si estraggono le pietre più preziose sono in Birmania, ma attenzione perché questa gemma è stata la prima ad essere riprodotta in laboratorio e quindi sul mercato si trovano anche perlopiù pezzi sintetici.

Il rubino è una delle gemme, fra quelle conosciute, più rara e costosa, anche più del diamante stesso. Trovarne uno senza inclusioni è praticamente quasi impossibile anche se alcune di queste, purché microscopiche, conferiscono alla pietra più valore, accentuandone la bellezza quando esposte alla luce naturale. Tra le più famose inclusioni di questo tipo si inseriscono quelle che regalano al rubino l’effetto stella, con raggi evidenti, equidistanti e prefettamente dritti. Solitamente i raggi sono 6, ma in casi veramente eccezionali possono arrivare anche a 12 e il taglio utilizzato per mettere ancora più in risalto questo particolare effetto è il cabochon, una forma convessa, lucida e non sfaccettata.
Ciò che influisce di più nella determinazione del valore di questa pietra sono il peso, la qualità, ma soprattutto il colore, con quelli intensi e brillanti ritenuti più preziosi e perciò più ricercati rispetto agli altri, anche la mancanza di inclusioni, evento però piuttosto raro, incide nella loro valutazione, sebbene la loro assenza può dipendere da trattamenti che la pietra subisce, soprattutto termici, che ne abbassano il valore. Raggiungono infatti prezzi stratosferici i pochi rubini presenti in circolazione che presentino una qualità alta e non siano stati trattati.

Solo gli esperti sanno riconoscere e distinguere un rubino naturale da uno invece creato in laboratorio e se si è pronti all’acquisto di un rubino il passo più semplice è quello di far valutare la pietra da un gioielliere di fiducia e affidabile e al tempo stesso anche competente e qualificato. In alternativa osservando attentamente il rubino con una lente d’ingradimento sono brillantezza e colore le caratteristiche da tenere in considerazione per una giusta valutazione. Il colore deve essere di un rosso acceso, brillante, visto che quelli falsi tendono invece ad essere opachi, e uniforme, dato che spesso le pietre false presentano delle impurità, ma la difficoltà nel saperli riconoscere consiste nel fatto che anche quelli veri hanno difetti e imperfezioni.
Un test abbastanza attendibile e facilmente verificabile appare allora quello di provare a scalfire la superficie della gemma, essendo una pietra molto dura, se compaiono dei segni si è probabilmente in presenza di un falso.
Al tempo stesso un’ulteriore verifica consiste nell’utilizzare il rubino per scalfire un’altra superficie, se quest’ultima rimangono delle tracce di rosso indicano che la pietra è stata colorata artificialmente, anche se in ogni caso il metodo più sicuro e consigliato è quello di portare la gemma ad un gioielliere per una perizia professionale, facendosi soprattutto rilasciare una certificazione ufficiale dell’autenticità del rubino, che garantisce anche in caso di eventuali vendite future.

Roma, cosa portare al compro oro

oro-vecchio-da-vendereIn questa guida vedremo in dettaglio cosa possiamo portare in un negozio di compro oro, in particolare a Roma, per ricavare un guadagno immediato dai propri valori usati.

Le prime cosa da portare in un negozio compro oro che opera nel campo della compravendita di usato e che può far avere un bel guadagno, sono tutti i gioielli fatti di metalli preziosi. Basta raccogliere tutte le catenine, i girocolli, le collane, i ciondoli, gli anelli, i bracciali, gli orecchini e tutto ciò che non sia solo rivestito di metallo prezioso ma composto interamente d’oro o di altro metallo prezioso. Non ha importanza quale sia lo stato di conservazione di questi gioielli, anche rotti o fuori moda, perché al fine della determinazione del valore è importante solo il peso.

Vediamo in dettaglio quali sono i metalli preziosi da vendere a un negozio compro oro. Innanzitutto parliamo dell’oro che da sempre è considerato un metallo prezioso e utilizzato per realizzare gioielli da portare al compro oro per ricavare un immediato guadagno in contanti. È importante sapere che difficilmente i gioielli sono fatti di oro puro ma sia le creazioni orafe che gli orologi sono composti di una caratura di oro che è la misura relativa alla quantità d’oro presente nell’oggetto. Infatti il negozio di compro oro valuta sia la caratura che il peso per determinare l’effettivo valore dell’oggetto.

Anche i gioielli in argento si possono portare a un negozio di compro oro a Roma perché l’argento è un metallo prezioso in genere pagato bene. Infatti esiste una quotazione anche per l’argento che segue le regole della quotazione dell’oro e che è anch’essa esposta fuori del negozio di compro oro per motivi di trasparenza. L’argento è di un colore grigio brillante e si abbina bene a molte pietre preziose per creare gioielli raffinati ed eleganti.

Anche i gioielli fatti di leghe metalliche si possono portare a un negozio di compro oro. Si tratta di gioielli fatti con una miscela di oro e di un altro metallo. Ad esempio l’oro bianco è una lega tra l’oro e il platino e si usa tantissimo perché ha l’effetto dell’argento ma è meno freddo. Un’altra lega metallica ben accetta al negozio del compro oro è il cosiddetto oro rosa, generato dall’unione dell’oro e del rame. Si usa per fare per creazioni orafe molto delicate ed eleganti.

Anche gli orologi pregiati e specialmente quelli composti da metalli preziosi, possono essere portati a un banco di compro oro per essere valutati e venduti. Infatti il mercato degli orologi, soprattutto quelli vintage, rappresenta oggi un’opportunità di guadagno in quanto possono essere pezzi ricercatissimi sia dai collezionisti che coloro che ricercano un pezzo unico da indossare. I criteri per la valutazione degli orologi sono leggermente differenti poiché sono oggetti per i quali è necessario valutare in base all’anno di costruzione, alla marca, al modello, ai materiali utilizzati e a molto altro. Ad esempio un orologio che fa può far guadagnare molto bene è quello di un marchio molto prestigioso, come il Rolex.

Infine vediamo come anche le pietre preziose possono essere valutate e vendute presso un negozio compro oro situato a Roma. Se poi le gemme preziose sono incastonate in un bel gioiello, quest’ultimo avrà un valore nettamente superiore. È possibile comunque anche vendere le pietre preziose sfuse. Le pietre che sono più valutate sono ovviamente i diamanti ma moltissime altre pietre, soprattutto se rare, possono assicurare un buon guadagno. I criteri per la valutazione delle pietre preziose sono il tipo di taglio, la grandezza, il colore, la purezza e tanti altri ancora.

Esistono infine tanti altri oggetti che si possono portare a un compro oro, soprattutto a Roma, per ricavare una buona cifra. Basta che l’oggetto sia fatto di un metallo che può essere valutato. Ad esempio le posate d’argento, i gemelli da camicia e tanto altro ancora.

Concludendo è bene dire che a Roma sono numerosi i negozi di compro oro che sono sicuri e affidabili, basta controllare che essi rispettino le leggi in vigore relative alla compravendita dell’oro usato e che abbiano un comportamento trasparente che dia fiducia.

Smeraldo pietra preziosa dai molti significati

smeraldo-peculiaritaLo smeraldo, una delle pietre preziose più antiche al mondo.
Lo smeraldo ha origini antichissime dal momento che è conosciuto da oltre 4.000 anni. Prende il nome dal termine greco Smaragdos che significa, per l’appunto, pietra verde. Ed è proprio questa colorazione che lo caratterizza e lo rende riconoscibile a chi ama le pietre preziose. Lo smeraldo è molto prezioso al punto che viene classificato tra quelle più importanti insieme ai diamanti, ai zaffiri e ai rubini. La colorazione è il verde, preso nelle sue varie sfumature senza che il colorito sia mai omogeneo. Lo smeraldo per eccellenza, infatti, alterna zone dal colore molto intenso a zone in cui appare quasi incolore. Lo smeraldo è la varietà più preziosa del Berillo, estratto direttamente dalla roccia in cui si è formato. Il taglio a cui viene sottoposto è quasi sempre ottagonale, parte da un rettangolo a cui viene smussato ogni vertice.

Lo smeraldo, tra mito e leggenda
Lo smeraldo, date le sue origini che si spingono molto indietro nel tempo, è protagonista indiscusso di molte teorie antiche e molte tradizioni. Per gli antichi egizi, ad esempio, si abbinava alla primavera proprio per il suo bel colorito verde che ricordava l’erba rigogliosa che ricresce dopo il duro inverno. Per questo motivo era simbolo di speranza, di serenità e di tutto ciò che è bello. Nella naturopatia, lo smeraldo viene associato al chakra del cuore e, quindi, viene visto come elemento fondamentale per il benessere del cuore e del sistema nervoso aiutando a migliorare il rapporto con il mondo circostante. Le culture occidentali hanno sempre visto negli smeraldi delle particolari capacità di disintossicare e alleviare lo stress fisico e psicologico. Tutto questo grazie alla capacità di rafforzare il sistema immunitario di chi lo indossa, prevenendo così le allergie e aiutando a vivere in maniera più intensa. In astrologia, infine, lo smeraldo viene associato al pianeta Venere. Proprio per questo va a condizionare, ovviamente in positivo, il benessere degli individui influenzandone al meglio i piaceri della vita e le relazioni con il mondo circostante.

Elementi distintivi e caratterizzanti del valore di uno smeraldo
Il valore di uno smeraldo viene stabilito in base a 4 elementi distintivi ovvero la dimensione, il colore, la trasparenza e la purezza.
Dimensione: ovviamente la logica vorrebbe che maggiori siano le dimensioni di uno smeraldo, maggiore ne sia il relativo valore. Spesso, però, i pezzi più grandi hanno un numeri maggiore di inclusioni e questo ne pregiudica, anche di molto, il valore. Quindi, ad un diamante più grande non sempre si associa un valore superiore in quanto è necessario verificarne le caratteristiche interne, e le inclusioni ne fanno appunto parte.
Colore: uno smeraldo può avere un colore che va dal verde-bluastro al giallo-verde. La colorazione assunta dipende dall’ambiente in cui si è sviluppato il prezioso e, in particolare, dalla presenza di cromo, vanadio e ferro. I diamanti col valore maggiore sono indubbiamente quelli che tendono al verde-blu andando poi a decrescere man mano che assume un aspetto giallastro.
Trasparenza: se uno smeraldo presenta troppe inclusioni la sua trasparenza ne risente irrimediabilmente. Allo stesso modo gli smeraldi dal colore troppo opachi saranno poco trasparenti e avranno meno valore.
Purezza: gli smeraldi puri, ovvero senza inclusioni, sono rarissimi. Proprio per le inclusioni tagliare gli smeraldi non è mai operazione semplice.

Caratteristiche dello smeraldo ed esemplari noti esistenti
Le inclusioni sono indubbiamente la peculiarità di ogni smeraldo. Non a caso sono dette “macchie di bellezza” ed è naturale che si formino. Altra caratteristica è la brillantezza unica e rara come la lucentezza che viene sempre definita “calda. Il taglio, infine, è un elemento fondamentale. Un tagliatore esperto sa bene come fare per rendere le inclusioni un valore aggiunto e non rovinare lo smeraldo in fase di lavorazione.
Esistono ancora parure e smeraldi famosi. Chi, ad esempio, non ha mai visto la splendida parure di smeraldi e diamanti Bulgari acquistata da Liz Taylor e dal marito Richard Burton in occasione delle riprese di “Cleopatra”? In quanto allo smeraldo più famoso al mondo, questo esiste ancora ed è lo splendido smeraldo da 1.225 carati donati dall’imperatore del Brasile Dom Pedro II al Duca Devonshire nel 1831.

Definizione di oro 24K

oro 24 kCapita spesso di leggere la denominazione oro 24k, scopriamo subito, dunque, di che cosa si tratta.
La lettera k è uno dei simboli con cui vengono indicati i carati, ovvero l’unità di misura della purezza degli oggetti in oro: non tutti gli articoli in oro hanno infatti il medesimo livello di purezza, e si badi bene che tale concetto non ha nulla a che vedere con quello di autenticità.
Un gioiello può assolutamente essere autentico, in quanto realizzato in vero oro, ma il suo livello di purezza può essere superiore o inferiore rispetto a quello di altri gioielli.
Nella grande maggioranza dei casi oggetti in oro quali gioielli, soprammobili o orologi non sono realizzati in oro puro, bensì in una lega metallica in cui compare anche l’oro.
Tali articoli possono essere definiti senza esitazioni degli oggetti in oro, ma per conoscerne il valore è fondamentale considerare la loro purezza.
Come si diceva l’unità di misura della purezza dell’oro e il carato, la quale suddivide la lega metallica di un oggetto in oro in ventiquattresimi, indicando appunto quante unità su 24 sono realizzate in oro.
Se si possiede un gioiello in oro 1k vuol dire dunque che è realizzato in una lega metallica composta da oro per 1/24, se disponiamo di un gioiello in oro 18k la sua lega metallica è costituita da oro per 18/24, e così via.
La massima quantità di carati individuabili in un oggetto in oro è quindi 24, e l’oro 24k corrisponde ovviamente all’oro puro, componendosi di tale metallo prezioso per 24/24.
Salvo rari casi di oggetti realizzati in oro 24k, di norma l’oro puro al 100% è individuabile esclusivamente sotto forma di lingotti.
Comprendere bene cosa si intenda per oro 24k è molto importante anche in relazione all’oro quotazione.
L’oro infatti ha una quotazione ufficiale la quale è valida a livello internazionale, ed essa fa riferimento proprio all’oro 24k; se si parla della quotazione dell’oro è interessante sottolineare anche che la medesima non è stabile nel tempo, al contrario è soggetta ad oscillazioni.
Per esattezza, la quotazione dell’oro viene determinata due volte al giorno tramite un procedimento che prende il nome di Fixing: il delicato compito di stabilire quotidianamente quale sia la quotazione ufficiale dell’oro, valutando una molteplicità di aspetti, spetta ad un ristretto gruppo di banche di importanza internazionale.
Dal momento che la quotazione ufficiale dell’oro si riferisce all’oro 24k, per determinare il valore di un oggetto in oro la quotazione deve essere rapportata non solo al peso dell’articolo, ma anche alla sua purezza, ovvero al numero di carati che lo contraddistinguono.
Ricapitolando, dunque, il valore di un oggetto in oro viene determinato da 3 parametri oggettivi, ovvero il suo peso, la sua purezza e la quotazione ufficiale di tale metallo prezioso.
Se si intende vendere un oggetto in oro a un compro oro, quindi a un’azienda regolarmente abilitata a comperare articoli in oro direttamente dai privati, è molto importante tenere bene in considerazione quanto detto, in modo da avere quantomeno un’idea di massima su quanto si possa ricavare dalla transazione.
Può accadere che, rivolgendosi a più compro oro per farsi valutare il medesimo articolo, si ricevano delle proposte economiche differenti, ma a cosa è dovuto questo?
Oltre ai 3 parametri indicati fino ad ora è in effetti necessario considerarne un quarto, ovvero lo spread praticato dal singolo compro oro.
Lo spread è una quota che l’azienda che svolge quest’attività trattiene da ogni transazione, ed è proprio in questo modo che i compro oro riescono a ricavare un guadagno dalla loro attività.
Ogni compro oro può determinare liberamente lo spread sulla base delle proprie strategie commerciali, e ovviamente il consumatore può assolutamente richiedere più valutazioni al fine di orientarsi verso il compro oro che pratica lo spread più conveniente, e che dunque è in grado di pagare la cifra più elevata.
L’unico aspetto a cui deve badare con grande attenzione chi vende dell’oro è quello di rivolgersi esclusivamente ad aziende che operano in modo regolare: un compro oro deve essere iscritto al relativo registro, inoltre deve rispettare tutte le norme vigenti nel settore per quel che riguarda l’identificazione del cliente e l’antiriciclaggio.

Romana la migliore quotazione per l’oro usato

Romana la migliore quotazione OROSe hai delle collanine d’oro rotte, dei braccialetti d’argento che non usi più oppure dei gioielli in metallo prezioso frutto di vecchi regali che magari non sono più della taglia giusta, puoi realizzare un piccolo guadagno da investire in altro modo. I compro oro sono la risposta alle tue esigenze in tal senso. Scopriamo come muoverci per far fruttare i vecchi gioielli.

L’ ATTIVITÀ DEI COMPRO ORO
I compro oro sono attività commerciali che si occupano di compravendita di oro usato ma anche di argento e altri materiali preziosi. La raccolta dei materiali preziosi ha lo scopo o di rimettere in vendita i gioielli dopo averli rigenerati oppure di avviarli alla fusione per la creazione di lingotti da investimento oppure di nuovi gioielli. In cambio dei metalli preziosi acquistati, i compro oro ricompensano i clienti con denaro contante. I pagamenti sono sempre in contanti e i soldi ricavati possono essere utilizzati dai clienti per realizzare ogni sorta di desiderio. Ovviamente i compro oro sono attività autorizzate per legge alla compravendita di oro e altri metalli preziosi e devono avere caratteristiche particolari per superare la difficile selezione per ottenere il via libera. Inoltre sono attentamente controllati anche durante l’esercizio dell’attività così da garantire la massima trasparenza delle operazioni, nel pieno rispetto della legalità. Inoltre per ogni vendita di materiale prezioso il cliente riceve sempre la relativa ricevuta dell’operazione, documento che va attentamente e gelosamente custoditi al fine di essere a propria volta in linea con quanto la legge prescrive in materia.

I VANTAGGI DEI COMPRO ORO
Quali vantaggi ottiene un cliente vendendo i propri prodotti al compro oro? Innanzitutto vendendo i propri oggetti preziosi e i gioielli usati o rotti a queste attività commerciali è possibile realizzare un guadagno immediato e in contanti. Questi soldi possono essere utilizzati per realizzare qualsiasi progetto, da una vacanza a un corso di studi e così via. In questo modo è possibile far fruttare tutti quegli oggetti vecchi che si conservano nel cassetto per anni senza mai utilizzarli, con il doppio vantaggio di fare spazio ma anche di realizzare un piccolo guadagno. Essendo poi i compro oro esercizi commerciali autorizzati, il cliente avrà anche la certezza di muoversi nella più totale legalità. I compro oro, poi, prevedono anche la possibilità di effettuare delle permute e di poter ottenere in cambio dei gioielli usati da vendere non soldi ma oggetti più in linea con il proprio gusto personale. E’ importante scegliere i compro oro che meglio rispondono alle esigenze personali del venditore. Inoltre non tutti i compro oro praticano le stesse tariffe e alcuni propongono quotazioni dell’oro migliori delle altre.

LE QUOTAZIONI MIGLIORI PER L’ORO USATO
E’ sicuramente romana la migliore quotazione dell’oro usato sulla piazza italiana. Nella capitale, infatti, i compro oro offrono le cifre più alte per ogni grammo di oro usato acquistato. Nei diversi punti vendita è possibile conoscere in tempo reale la quotazione dell’oro in quanto sono presenti display che consentono di conoscere in tempo reale le diverse fluttuazioni. Per avere una stima del valore del proprio oro usato è sufficiente recarsi presso un punto commerciale con gli oggetti preziosi che si vogliono vendere. Un operatore provvederà a pesare il materiale e fornirà al cliente la stima precisa del possibile guadagno. Se il cliente accetta si provvederà a formalizzare il tutto e a realizzare la relativa documentazione prevista per legge. Al termine di questa operazione il cliente riceverà immediatamente il denaro previsto. Alcuni compro oro danno ai clienti la possibilità di prenotare la vendita on line, usufruendo della migliore tariffa possibile in quel momento e conservandola anche per alcuni giorni, fino alla vendita effettiva. A questo punto al cliente non resta che scegliere come spendere il denaro ottenuto per soddisfare uno o più desideri personali o della propria famiglia.

Oro usato come venderlo

quotazione oroVendere dell’oro usato per ricavarne del denaro contante è davvero un’opportunità molto ghiotta, ma che cosa si intende esattamente per oro usato?
Quando si parla di oro usato si fa riferimento a qualsiasi oggetto in oro di cui si può essere in possesso: dei gioielli, degli orologi, dei sopramobili, solo per fare alcuni esempi.
Come noto l’oro è un metallo prezioso, questo significa che se un oggetto è realizzato con questa materia prima, esso ha un valore a prescindere dalle sue condizioni, dal suo funzionamento, dalla sua estetica.
In Italia è possibile vendere dell’oro usato in modo assolutamente legale facendo riferimento ai compro oro, degli esercizi che acquistano articolo in oro direttamente da privati, riconoscendo ai clienti dei pagamenti immediati.
É evidente che se si possiedono degli oggetti in oro di cui si è disposti a privarsi, proporli a un compro oro è davvero un’ottima opportunità, e in questo modo ci si può garantire un guadagno extra senza nessuno sforzo.
Il pagamento viene effettuato in denaro contante entro la soglia fissata dalle attuali leggi antiriciclaggio, ovvero per tutti gli importi inferiori a 500 €, per gli importi pari o superiori a tale cifra il pagamento resta comunque immediato, ma deve essere effettuato con modalità tracciabili.
Che cosa determina, dunque, il valore di un oggetto in oro usato?
Come detto, il valore di un articolo in oro usato non risente in alcun modo di imperfezioni, ammaccature o danni di altro tipo, di conseguenza il suo valore è determinato da parametri assolutamente oggettivi.
Se si vuol conoscere il valore di un oggetto usato in oro bisogna anzitutto far riferimento alla quotazione ufficiale di questo metallo prezioso, la quale è soggetta a fluttuazioni, essendo determinata quotidianamente, esattamente due volte al giorno, attraverso un processo che prende il nome di Fixing.
Conoscere la quotazione dell’oro in tempo reale è molto semplice, ed è sufficiente visitare un sito Internet aggiornato ed affidabile.
Il valore di un oggetto in oro usato dipende ovviamente dal suo peso, quindi dalla quantità di materia prima in esso contenuta, ma anche dalla “qualità” dell’oro con cui è realizzato.
Negli oggetti in oro, infatti, l’oro non è mai puro, salvo casi assolutamente eccezionali: oggetti in oro quali gioielli, orologi e quant’altro sono realizzati in leghe metalliche in cui figura anche l’oro, ma non sono costituiti di questo metallo al 100%.
Per stimare il valore di un oggetto in oro usato è dunque molto importante conoscerne i carati, ovvero l’unità di misura della purezza dell’oro.
La misurazione della purezza dell’oro viene effettuata immaginando di suddividere la lega metallica in “ventiquattresimi”: l’oro 1 kt, ad esempio, prevede che un’unità sulle 24 totali sia composta da oro.
Il livello di purezza più elevato è dunque quello dell’oro 24 kt, il quale corrisponde all’oro puro.
Fatto il punto su questo fondamentale trittico di parametri che determina il valore di un oggetto, quindi quantità dell’oro, “qualità” del medesimo e quotazione ufficiale di questo metallo, vi è anche un ulteriore aspetto da considerare, ovvero lo spread praticato dall’attività di compro oro.
Affinché un compro oro possa ricavare degli utili dalla sua attività di compravendita di oro, argento e metalli preziosi, trattiene una piccola quota dal valore oggettivo del bene.
Ogni compro oro può scegliere liberamente l’ammontare dello spread praticato, ovviamente uno spread molto alto rischierebbe di far perdere clienti all’attività, per contro uno spread eccessivamente basso attirerebbe molti clienti, senza alcun dubbio, ma potrebbe ridurre in modo eccessivo il margine di profitto.
Ciò che è importante sapere per vendere degli oggetti in oro usato alla miglior quotazione è appunto che diversi compro oro possono fare delle proposte economiche differenti proprio per questa ragione, e il consumatore è del tutto libero di orientarsi verso il compro oro che effettua la proposta più elevata.
L’unica, fondamentale condizione è che ci si rivolga esclusivamente a dei compro oro regolarmente autorizzati e che rispettino in modo tassativo tutti gli step burocratici previsti dalla legge vigente.

Quali sono le pietre preziose più richieste?

orecchini preziosiLe pietre preziose sono minerali che, per la loro bellezza, vengono usati per impreziosire accessori, braccialetti, orecchini e collane; per questo, sono ricercati sin dall’antichità e hanno acquistato un alto valore intrinseco. Le gemme presentano caratteristiche fisiche straordinarie, tra cui trasparenza, durezza, lucentezza, colore e densità. Il pregio delle pietre preziose dipende, oltre che dalla loro estrema rarità, anche dall’antica fama commerciale sapientemente mantenuta.
Ancor oggi il dono di una gemma ha un valore simbolico che va al di là del puro gesto. Ma quali sono le pietre preziose più richieste?

Il diamante: il re delle pietre preziose

La palma di pietra preziosa più ricercata va al diamante, un minerale costituito da carbonio cristallizzato. Pur essendo relativamente comune, l’altissima domanda ne mantiene il prezzo elevato. I parametri che ne determinano il valore sono: peso (misurato in carati, pari a 200 mg), colore, purezza e taglio. I colori del diamante vanno dal bianco puro al giallo. Esistono però anche i diamanti detti “fancy color” che possono avere qualsiasi colorazione (rosso, rosa, giallo, blu, ecc.). Il taglio deve essere in grado di esaltare la lucentezza e sprigionare il gioco dei colori della luce che si rifrange all’interno della gemma. Quello più famoso è il taglio a “brillante”. I diamanti vengono portati in superficie dall’esplosione delle kimberliti, le rocce vulcaniche che li contengono.
Fino al diciottesimo secolo, tutti i diamanti in circolazione erano indiani, poi cominciarono a comparire quelli brasiliani e infine, dal 1870, quelli sudafricani. Il Paese che oggi domina il mercato è l’Australia, seguita dalla Russia e da vari stati africani.
Il tesoro reale inglese, custodito nella Torre di Londra e usato solo per le incoronazioni o per le aperture del parlamento, contiene il maggior numero di diamanti perché lì finirono non solo i diamanti indiani più belli quando la regina Vittoria divenne imperatrice dell’India, ma anche quelli sudafricani quando questo Paese venne conquistato dagli inglesi. Tra i diamanti più celebri vi sono il Koh-I-noor (105 carati), incastonato su una delle corone reali inglesi, e il Cullinan (3.106 carati), il più grande diamante grezzo trovato finora. Un altro diamante conosciuto è l’Orlov (189 carati), di colore lievemente verdognolo, conservato al Cremlino, che fu donato a Caterina II dal suo favorito. Unico per il suo colore azzurro è l’Hope (45 carati), tristemente noto come il “diamante maledetto” a causa delle disgrazie e sciagure scagliatesi su tutti i suoi proprietari.

Il rubino

Molto più raro del diamante, il rubino è la varietà rossa del minerale corindone, il comune smeriglio, che è un cristallo di ossido di alluminio. È molto duro, pesante e, quando trasparente, è sufficientemente luminoso; tuttavia, la maggior parte dei corindoni rossi sono opachi. Il rubino è solo per l’80% rosso, mentre per il restante mostra tonalità di arancio, rosa, porpora e viola. La produzione mondiale proviene quasi tutta dai giacimenti di Mogok, in Birmania, della Thailandia e dello Sri Lanka. Il colore, anche nelle pietre trasparenti, varia moltissimo: la tonalità più pregiata è un rosso vivo “sangue di piccione”, senza sfumature né giallastre né violacee. Molto pregiati sono i rubini stellati o “asterie”, cioè quelli nei quali, per una particolare distribuzione di microscopiche inclusioni, la luce si rifrange in modo da dare in superficie una stella a sei raggi.

Lo zaffiro

Un’altra varietà di corindone è lo zaffiro, che ha tutte le proprietà del rubino tranne il colore, che è blu. Le località di provenienza sono le stesse, ma dove abbondano (si fa per dire!) gli zaffiri, sono rari i rubini e viceversa. Australia e Sri Lanka sono i produttori principali. Di corindone si conoscono pietre di tutti i colori, in genere chiamate zaffiri unitamente ad un aggettivo: famoso lo zaffiro verde, un tempo chiamato “smeraldo orientale”, anche se con lo smeraldo non ha niente a che fare, la varietà arancione (padparadscha) e quella incolore, conosciuta come leucozaffiro. Più spesso che nei rubini si hanno zaffiri stellati.
Gli zaffiri sono noti fin dall’antichità classica: se ne conosce uno con inciso il profilo di Caracalla, un altro con inciso il nome di Alarico, il re dei Visigoti che per primo prese e saccheggiò Roma (410 d.C.). Il più grande zaffiro blu del mondo (1404 carati) è stato trovato in una miniera dello Sri Lanka ed è di proprietà di un commerciante cingalese. Tra i più belli per il colore vi è lo “zaffiro di Mezzanotte”, turchino-violaceo, che appartiene ad una collezione americana. Il più grosso zaffiro stellato è la “stella dell’India” (536 carati).

Lo smeraldo

Lo smeraldo è la varietà verde del berillo, un silicato di alluminio che può avere gemme di altri colori: blu (Acquamarina), rosa (Morganite), giallo (Eliodoro), rossa (Bixbite) e incolore (Goshenite). Anche gli smeraldi possono avere sfumature differenti a seconda delle località di provenienza: quelli della Colombia sono caratterizzati da una tonalità intensa di verde, quelli brasiliani hanno una colorazione molto leggera di verde, quelli siberiani tendono al verde glauco, quelli delle Rhodesia sono verde scuro e quelli egiziani, antichissimi, trovati perfino nelle mummie, sono verde chiaro. Spesso negli smeraldi si trovano inclusioni nere (radici) o anche nuclei di berillo leggermente diversi (trapiche). A Vienna sono conservati gli smeraldi più belli, tra cui quelli che Cortés ebbe da Montezuma per il suo riscatto e che egli poi diede all’imperatore Carlo V.