Smeraldo pietra preziosa dai molti significati

smeraldo-peculiaritaLo smeraldo, una delle pietre preziose più antiche al mondo.
Lo smeraldo ha origini antichissime dal momento che è conosciuto da oltre 4.000 anni. Prende il nome dal termine greco Smaragdos che significa, per l’appunto, pietra verde. Ed è proprio questa colorazione che lo caratterizza e lo rende riconoscibile a chi ama le pietre preziose. Lo smeraldo è molto prezioso al punto che viene classificato tra quelle più importanti insieme ai diamanti, ai zaffiri e ai rubini. La colorazione è il verde, preso nelle sue varie sfumature senza che il colorito sia mai omogeneo. Lo smeraldo per eccellenza, infatti, alterna zone dal colore molto intenso a zone in cui appare quasi incolore. Lo smeraldo è la varietà più preziosa del Berillo, estratto direttamente dalla roccia in cui si è formato. Il taglio a cui viene sottoposto è quasi sempre ottagonale, parte da un rettangolo a cui viene smussato ogni vertice.

Lo smeraldo, tra mito e leggenda
Lo smeraldo, date le sue origini che si spingono molto indietro nel tempo, è protagonista indiscusso di molte teorie antiche e molte tradizioni. Per gli antichi egizi, ad esempio, si abbinava alla primavera proprio per il suo bel colorito verde che ricordava l’erba rigogliosa che ricresce dopo il duro inverno. Per questo motivo era simbolo di speranza, di serenità e di tutto ciò che è bello. Nella naturopatia, lo smeraldo viene associato al chakra del cuore e, quindi, viene visto come elemento fondamentale per il benessere del cuore e del sistema nervoso aiutando a migliorare il rapporto con il mondo circostante. Le culture occidentali hanno sempre visto negli smeraldi delle particolari capacità di disintossicare e alleviare lo stress fisico e psicologico. Tutto questo grazie alla capacità di rafforzare il sistema immunitario di chi lo indossa, prevenendo così le allergie e aiutando a vivere in maniera più intensa. In astrologia, infine, lo smeraldo viene associato al pianeta Venere. Proprio per questo va a condizionare, ovviamente in positivo, il benessere degli individui influenzandone al meglio i piaceri della vita e le relazioni con il mondo circostante.

Elementi distintivi e caratterizzanti del valore di uno smeraldo
Il valore di uno smeraldo viene stabilito in base a 4 elementi distintivi ovvero la dimensione, il colore, la trasparenza e la purezza.
Dimensione: ovviamente la logica vorrebbe che maggiori siano le dimensioni di uno smeraldo, maggiore ne sia il relativo valore. Spesso, però, i pezzi più grandi hanno un numeri maggiore di inclusioni e questo ne pregiudica, anche di molto, il valore. Quindi, ad un diamante più grande non sempre si associa un valore superiore in quanto è necessario verificarne le caratteristiche interne, e le inclusioni ne fanno appunto parte.
Colore: uno smeraldo può avere un colore che va dal verde-bluastro al giallo-verde. La colorazione assunta dipende dall’ambiente in cui si è sviluppato il prezioso e, in particolare, dalla presenza di cromo, vanadio e ferro. I diamanti col valore maggiore sono indubbiamente quelli che tendono al verde-blu andando poi a decrescere man mano che assume un aspetto giallastro.
Trasparenza: se uno smeraldo presenta troppe inclusioni la sua trasparenza ne risente irrimediabilmente. Allo stesso modo gli smeraldi dal colore troppo opachi saranno poco trasparenti e avranno meno valore.
Purezza: gli smeraldi puri, ovvero senza inclusioni, sono rarissimi. Proprio per le inclusioni tagliare gli smeraldi non è mai operazione semplice.

Caratteristiche dello smeraldo ed esemplari noti esistenti
Le inclusioni sono indubbiamente la peculiarità di ogni smeraldo. Non a caso sono dette “macchie di bellezza” ed è naturale che si formino. Altra caratteristica è la brillantezza unica e rara come la lucentezza che viene sempre definita “calda. Il taglio, infine, è un elemento fondamentale. Un tagliatore esperto sa bene come fare per rendere le inclusioni un valore aggiunto e non rovinare lo smeraldo in fase di lavorazione.
Esistono ancora parure e smeraldi famosi. Chi, ad esempio, non ha mai visto la splendida parure di smeraldi e diamanti Bulgari acquistata da Liz Taylor e dal marito Richard Burton in occasione delle riprese di “Cleopatra”? In quanto allo smeraldo più famoso al mondo, questo esiste ancora ed è lo splendido smeraldo da 1.225 carati donati dall’imperatore del Brasile Dom Pedro II al Duca Devonshire nel 1831.

Romana la migliore quotazione per l’oro usato

Romana la migliore quotazione OROSe hai delle collanine d’oro rotte, dei braccialetti d’argento che non usi più oppure dei gioielli in metallo prezioso frutto di vecchi regali che magari non sono più della taglia giusta, puoi realizzare un piccolo guadagno da investire in altro modo. I compro oro sono la risposta alle tue esigenze in tal senso. Scopriamo come muoverci per far fruttare i vecchi gioielli.

L’ ATTIVITÀ DEI COMPRO ORO
I compro oro sono attività commerciali che si occupano di compravendita di oro usato ma anche di argento e altri materiali preziosi. La raccolta dei materiali preziosi ha lo scopo o di rimettere in vendita i gioielli dopo averli rigenerati oppure di avviarli alla fusione per la creazione di lingotti da investimento oppure di nuovi gioielli. In cambio dei metalli preziosi acquistati, i compro oro ricompensano i clienti con denaro contante. I pagamenti sono sempre in contanti e i soldi ricavati possono essere utilizzati dai clienti per realizzare ogni sorta di desiderio. Ovviamente i compro oro sono attività autorizzate per legge alla compravendita di oro e altri metalli preziosi e devono avere caratteristiche particolari per superare la difficile selezione per ottenere il via libera. Inoltre sono attentamente controllati anche durante l’esercizio dell’attività così da garantire la massima trasparenza delle operazioni, nel pieno rispetto della legalità. Inoltre per ogni vendita di materiale prezioso il cliente riceve sempre la relativa ricevuta dell’operazione, documento che va attentamente e gelosamente custoditi al fine di essere a propria volta in linea con quanto la legge prescrive in materia.

I VANTAGGI DEI COMPRO ORO
Quali vantaggi ottiene un cliente vendendo i propri prodotti al compro oro? Innanzitutto vendendo i propri oggetti preziosi e i gioielli usati o rotti a queste attività commerciali è possibile realizzare un guadagno immediato e in contanti. Questi soldi possono essere utilizzati per realizzare qualsiasi progetto, da una vacanza a un corso di studi e così via. In questo modo è possibile far fruttare tutti quegli oggetti vecchi che si conservano nel cassetto per anni senza mai utilizzarli, con il doppio vantaggio di fare spazio ma anche di realizzare un piccolo guadagno. Essendo poi i compro oro esercizi commerciali autorizzati, il cliente avrà anche la certezza di muoversi nella più totale legalità. I compro oro, poi, prevedono anche la possibilità di effettuare delle permute e di poter ottenere in cambio dei gioielli usati da vendere non soldi ma oggetti più in linea con il proprio gusto personale. E’ importante scegliere i compro oro che meglio rispondono alle esigenze personali del venditore. Inoltre non tutti i compro oro praticano le stesse tariffe e alcuni propongono quotazioni dell’oro migliori delle altre.

LE QUOTAZIONI MIGLIORI PER L’ORO USATO
E’ sicuramente romana la migliore quotazione dell’oro usato sulla piazza italiana. Nella capitale, infatti, i compro oro offrono le cifre più alte per ogni grammo di oro usato acquistato. Nei diversi punti vendita è possibile conoscere in tempo reale la quotazione dell’oro in quanto sono presenti display che consentono di conoscere in tempo reale le diverse fluttuazioni. Per avere una stima del valore del proprio oro usato è sufficiente recarsi presso un punto commerciale con gli oggetti preziosi che si vogliono vendere. Un operatore provvederà a pesare il materiale e fornirà al cliente la stima precisa del possibile guadagno. Se il cliente accetta si provvederà a formalizzare il tutto e a realizzare la relativa documentazione prevista per legge. Al termine di questa operazione il cliente riceverà immediatamente il denaro previsto. Alcuni compro oro danno ai clienti la possibilità di prenotare la vendita on line, usufruendo della migliore tariffa possibile in quel momento e conservandola anche per alcuni giorni, fino alla vendita effettiva. A questo punto al cliente non resta che scegliere come spendere il denaro ottenuto per soddisfare uno o più desideri personali o della propria famiglia.

Orologi di lusso, è possibile acquistarli presso i compro oro?

orologio oroQuando si parla di oro usato e compro oro, si tende a ridurre il campo di attività di questi commercianti alla compravendita dei soli gioielli usati.
Anelli, orecchini, collane, spille che non si usano più, che si sono rovinati o dei quali semplicemente ci si vuole disfare per ragioni personali.
Certo è vero che questo genere di oggetti occupa la maggior parte dell’inventario di un compro oro, ma non sono i soli beni a risplendere sui banconi di questi esercenti.
Oltre ad essi, infatti, il commercio di oro usato è fatto anche di monete, medaglie, oggettistica e soprattutto orologi.

Orologi bellissimi, lucenti, importanti e chiaramente preziosi, in quanto presentano una componente più o meno elevata di oro puro.
Si tratta in ogni caso di oggetti che vengono regolarmente acquistati dai privati, non diversamente da quanto avviene per i gioielli, e che vengono ad essi pagati in contanti in relazione alla quantità di metallo puro presente e che, dopo un attento processo di recupero e ricondizionamento, vengono riportati al loro originario splendore e rimessi in vendita ad un prezzo incredibilmente basso, che spesso sfiora il 60% in meno rispetto a quello di listino.

I motivi che possono spingere una persona a vendere un orologio di lusso sono i più diversi.
C’è chi decide di cambiare stile, chi vuole eliminare un ricordo cui l’oggetto è legato, chi vuole rinnovare il proprio portagioie e anche chi, approfittando dell’incremento del valore dell’oro sui mercati, sceglie di monetizzare quello che spesso è un vero e proprio investimento.
Già, perché non molti sanno che anche per quanto concerne gli orologi appartenenti alla categoria del lusso, quelli costituiti di materiali preziosi, i compro oro effettuano una valutazione che si basa essenzialmente sulla quantità di oro puro in essi contenuta.
Poiché, l’oro non viene utilizzato tal quale in campo orafo e manifatturiero, a causa della sua eccessiva malleabilità, questo dato dipende da due fattori. La caratura e il peso effettivo di materiale prezioso.

La caratura è una unità di misura che viene utilizzata in campo orafo per indicare la purezza dei metalli preziosi, in particolare dell’oro.
Alla base vi è la suddivisione dell’intero in 24 parti, di modo che l’oro puro viene indicato con la dicitura 24 Kt ed 1 carato corrisponde ad una parte d’oro su 24.
Dato che l’oro, come accennato, non è oggi utilizzato tal quale per essere lavorato, si ricorre a leghe che, unendolo ad altri metalli, ne aumentano la durezza e la resistenza ma, nel contempo, diminuiscono il valore del composto.
Di conseguenza, gli orologi presenti sul mercato, hanno un valore diverso a seconda della lega utilizzata per la loro creazione.
In particolare, sul mercato italiano sono frequenti le leghe a 18, 16 o 14 kt, contenenti cioè rispettivamente 18, 16 o 14 parti d’oro puro su 24.

La caratura è in genere riportata sulla certificazione privata e sulla documentazione che accompagna l’oggetto all’atto dell’acquisto, ma alla stessa si può comunque risalire esaminando attentamente l’oggetto.
Specie infatti quando l’orologio ha anche un valore da collezione, è d’epoca, o è passato di mano in mano, può accadere che la documentazione relativa non vi sia.
In questo caso ci sono due vie per stabilire il valore del singolo pezzo sul mercato dell’oro usato.
Il primo, e più semplice, è quello di rintracciare sull’oggetto, la caratura, impressa in punzonatura, molto probabilmente sulla chiusura, sulla cassa, o comunque in una porzione di orologio non immediatamente visibile.
In questo caso, è bene saperlo, può accadere che la presenza di oro puro, ovvero la titolatura, sia indicata in millesimi, così come accade più propriamente per l’argento.

Qualora la punzonatura non sia ben visibile, a causa del trascorrere del tempo, o in caso di esemplari particolari, si può ottenere una compiuta definizione della titolatura anche eseguendo sul bene apposite analisi chimico-qualitative, quali il saggio alla tocca, che tuttavia comportano spesso l’utilizzo e la sottrazione di parte del materiale costitutivo dell’orologio.

Il secondo dato che incide sul prezzo del singolo esemplare è ovviamente il peso, da intendersi come la reale quantità di oro contenuta.
Data la complessità di un oggetto come l’orologio, le cui componenti sono varie e diverse, non sarà quindi sufficiente procedere ad una semplice pesata del singolo esemplare.
Dovranno eliminarsi dal computo tutte quelle parti non costituite in oro: meccanismo di movimento, vetro, corona di fissaggio, eventuali pietre preziose e così via.
Tutto quanto non è oro, non può essere utilizzato per la definizione del valore o, come avviene nel caso di eventuali gemme, deve essere valutato a parte, secondo criteri altri, ad opera di esperti del settore.

Acquistare un orologio di lusso presso un compro oro non è solo possibile, ma rappresenta una alternativa conveniente e interessante: oltre alla possibilità di godere di prezzi decisamente inferiori rispetto alle tradizionali gioiellerie, la varietà di pezzi spesso presenti in questi negozi, rende il loro catalogo particolarmente allettante anche per un collezionista od un investitore interessato agli esemplari aventi anche un valore storico. Non è raro trovarvi delle rarità o degli orologi d’epoca, passati di mano in mano per via ereditaria e poi rivenduti, o marchi ormai fuori produzione e praticamente introvabili presso i rivenditori ufficiali del brand.

Oro etico, cos’è e perchè sceglierlo

Negli ultimi tempi è diventata prassi comune quella di vendere l’oro lavorato, proveniente da gioielli vecchi, pezzi d’oro di oggetti rotti, protesi dentarie, etc, per fonderli e realizzare altri gioielli oppure lingotti da investimento.

LE TECNICHE CLASSICHE DI FUSIONE
fusioneMa qual è la procedura corretta per la fusione dell’oro? Scopriamolo insieme.

Innanzitutto precisiamo che per fondere l’oro è necessario rivolgersi ad esperti del settore perchè la procedura è complessa e, per certi versi, pericolosa e non può essere svolta in proprio in casa. Tra l’altro, in alcuni casi è anche possibile assistere all’intero processo e questo rende l’operazione ancora più interessante.

Per fondere l’oro si utilizzano forni speciali perchè il prezioso materiale giallo torna allo stato liquido alla temperatura di 1064°, quindi i classici forni industriali non sarebbero in questo caso utili. Il materiale solido che deve essere fuso viene posto in uno speciale contenitore che si chiama crogiolo e vengono aggiunte piccolissime quantità di salnitro e borace che servono a coadiuvare il processo: il salnitrosi aggiunge alla fine del processo e serve per rendere l’oro più liquido; la borace viene usata, invece, perchè protegge l’oro dall’ossidazione durante il processo di fusione.

Quando l’oro ha raggiunto lo stato liquido, viene estratto dal forno e travasato dal crogiolo ad un altro contenitore che viene chiamato staffa ed è fatto di grafite o ghisa. Le pareti della staffa sono imbevute di olio di lino per facilitare il distacco del materiale dalla forma una volta raffreddato. E’ molto importante che l’oro venga colato il più velocemente possibile perchè si solidifica abbastanza in fretta e c’è il rischio che prenda una sembianza non uniforme. Da questo procedimento viene ottenuta una verga che dovrà, poi, essere analizzata per stabilirne la purezza. Il lingotto che viene così realizzato è, però, sporco e quindi deve essere pulito e viene immerso in un composto di acido solforico che aiuta ad eliminare le impurità che sono in superficie.

C’è poi il processo di affinazione che può essere realizzata in molti modi diversi, fra i quali l’inquartazione, con cella Fozzer, con processo elettrolitico, con acqua ragia (detto anche per dissoluzione) e per clorurazione (anche chiamato processo Miller).

L’inquartazione prevede la fusione dell’oro con rame ed argento in modo tale che nella barra l’oro risulti essere solo un quarto. La lega così composta viene poi sciolta in acido nitrico e dopo la completa dissoluzione ciò che resta è solo l’oro. Poichè, però, non si tratta di oro puro si deve procedere ancora con il processo dell’acqua ragia. Solitamente l’inquartazione è un processo utilizzato quando oltre all’oro si vuole recuperare anche altri materiali come l’argento.

Il processo con cella Fozzer è una variante di quello elettrolitico. In questo caso la cella elettrolitica viene separata da una membrana in due zone diverse, una catodina ed una anodica. Nell’anodo l’argento scivola giù mentre sopra resta l’oro legato ad altre sostanza. A questo punto la soluzione così ottenuta viene filtrata e, con il metodo dell’acqua ragia, si ottiene l’oro.

Nel processo elettrolitico, la lega grezza viene sciolta e l’argento e gli altri materiali scivolano via e vengono recuperati successivamente e separatamente. E’ un metodo che solitamente viene utilizzato per l’oro che viene recuperato dal minerale.

Il metodo dell’acqua ragia è quello più utilizzato attualmente. In questo processo il materiale grezzo viene trasformato in graniglia che viene sciolta nell’acqua ragia che è composta da una miscela di acido nitrico ed acido cloridrico. Viene usata questa mistura perchè ossida l’oro e lo fa sciogliere come cloruro ma va posta molta attenzione perchè i gas sprigionati da questa operazione sono estremamente tossici e vanno trattati con cautela.
anelliLa miscela che viene fuori da questa operazione – che ha un colorito giallo/verdastro inconfondibile – viene filtrata per trattenere l’argento ed il platino. L’oro, invece, viene ricavato tramite un processo di riduzione chimica selettiva e dopo la riduzione l’oro viene lasciato riposare in apposite vaschette per una notte intera in modo tale che l’oro si depositi piano piano sul fondo. L’oro così ottenuto viene ulteriormente filtrato, fuso di nuovo per assumere la tipica forma a lingotto, infine lavato e lucidato per essere immesso sul mercato.

Infine, la clorurazione viene realizzata iniettando nell’oro fuso del cloro gassoso per eliminare i metalli non preziosi e l’argento. Poichè il cloro è un elemento pericoloso da trattare, questo sistema viene utilizzato solo in ambito industriale e non per piccole quantità di oro e riesce a ricavare il prezioso metallo con una percentuale di purezza pari al 99,5%.

L’ORO ETICO
Ultimamente, però, si sta diffondendo una nuova attenzione per l’oro etico. Con questo termine si intende il prezioso materiale ottenuto per estrazione ma senza l’utilizzo di agenti chimici pericolosi ed invasivi per l’ambiente. Questa definizione si è diffusa a partire dal 2000 quando l’attenzione per le questioni ambientali ha conosciuto una certa notorietà.

L’oro etico è “nato” soprattutto per combattere il fenomeno, abbastanza consueto in alcuni Paesi meno sviluppati come l’Africa o la Tanzania, dello sfruttamento dei lavoratori dell’oro e della loro esposizione a sostanze pericolose per la sua lavorazione. Queste sostanze pericolose vengono utilizzate non solo per la sua estrazione ma anche per la successiva lavorazione.

Essendo un argomento che, in fin dei conti, si sta sviluppando da poco, le tecniche di lavorazione dette green sono ancora in fase di sviluppo. Ovviamente il costo dell’oro etico è leggermente più alto rispetto a quello classico ma una speciale certificazione attesta che per la sua estrazione e successiva lavorazione non è stato violato l’ambiente nè sono stati sfruttati i lavoratori coinvolti nelle operazioni relative.

L’oro è tutto uguale?

pepiteL’oro è uno dei pochi metalli conosciuti ed apprezzati dall’uomo fin dall’antichità.
È un elemento chimico, nella tavola periodica ha numero atomico 79 e come simbolo au, dal latino aurum. È compreso fra i quaranta elementi di transizione, tutti metalli.
L’oro puro è, in natura, l’unico metallo di colore giallo. È tenero e malleabile quindi per una migliore resistenza, ha bisogno di essere unito in lega con altri metalli che ne possono cambiare il colore. A seconda delle percentuali usate di tali metalli si può avere oro di colore rosa, con aggiunta di argento e rame, oro bianco con nichel e palladio, e oro blu se unito con del ferro. Fuso o trasformato in sfoglie sottilissime appare verde.
L’unità di purezza dell’oro è il carato. Misura la quantità di oro presente in una lega metallica.
Con il termine ventiquattro carati si indica una quantità di 999 grammi di oro ogni 1000.
L’oro puro è a ventiquattro carati, ovvero 24 parti di oro su altrettante di lega.
L’oro, in base all’uso al quale viene destinato, viene usato in percentuali di 14, 18, 20 e 22 carati sempre in rapporto a 24 parti di lega metallica.
Si presenta in forma solida: pepite, grani e pagliuzze, sia nelle rocce che nei depositi alluvionali.
Le pepite sono pezzi di oro che si trovano nei corsi d’acqua e nei depositi residuali dei filoni auriferi esauriti. Non sono quasi mai composte di metallo puro ma presentano scorie prevalentemente in argento o rame. La più grande pepita fu ritrovata a Victoria, in Australia, nel 1869 e pesava circa ottanta chili. Una volta eliminate le impurità rimasero oltre settantuno chili di metallo puro.
L’oro è quasi inattaccabile dagli acidi e non si ossida. Queste caratteristiche lo hanno reso il candidato ideale per la coniazione di monete e medaglie.

Per giacimento aurifero si intende un filone d’oro che si trova prevalentemente in rocce sedimentarie; può avere un’ampiezza variante da pochi centimetri a qualche metro.
I giacimenti alluvionali sono stati i primi ad essere sfruttati, e ancora si trovano nel letto di alcuni fiumi.
In Italia sono presenti in qualche affluente di sinistra del Po e in qualche altra località piemontese. La produzione è comunque minima.
Anche nelle profondità marine è presente oro ma, attualmente, il costo economico per l’eventuale estrazione è talmente elevato da non essere preso in considerazione.
In teoria l’oro è presente dovunque sulla terra, in effetti, ogni anno, nonostante la forza lavoro impiegata, ne vengono estratte non più di settecento tonnellate.
Le maggiori miniere si trovano in Sudafrica negli stati dell’Orange e del Transvaal.

oro colloidaleL’oro colloidale, ovvero microparticelle auree in sospensione in acqua bidistillata purissima, viene utilizzato in medicina naturale come coadiuvante nella soluzione di diverse patologie. Stimola il sistema immunitario e ritarda la degenerazione del collagene. Stabilizza la temperatura corporea e armonizza l’equilibrio mentale. Trova applicazione nella cura di alcuni tipi di tumori. Diffuso l’uso nella realizzazione di protesi dentarie ed otturazioni, anche se attualmente si è preferito sostituire l’oro con composti fotopolimerizzanti sia per un fattore estetico che per la diversa resistenza all’abrasione, più simile a quella subita dai denti naturali.
Viene usato in tutta sicurezza in quanto reazioni allergiche sono state riscontrate in casi rarissimi. L’organismo umano non assorbe l’oro, ma occorre un’attenzione particolare per i malati di artrite curati con farmaci nei quali è presente questo metallo in quanto sono stati riscontrati danni al fegato ed ai reni di alcuni pazienti.

Conosciuto ed usato anticamente per la produzione di vetri colorati, l’oro colloidale trova largo uso in elettronica e nelle nanotecnologie.
In base al metodo di preparazione di diversi catalizzatori a base di oro, si usa:
In ambito fotografico per il viraggio di immagini prodotte con sali di argento; in astronautica, per la capacità riflettente, per rivestire satelliti; ha funzioni particolari, per la resistenza dimostrata nel tempo, nella costruzioni di parti per computer e apparecchi di comunicazione, oltre che per alcuni parti di motori aerei.

L’oro viene quotato al grammo ed il suo prezzo viene stabilito giornalmente a livello mondiale dal 1919 presso la Borsa di Londra.