L’oro è tutto uguale?

pepiteL’oro è uno dei pochi metalli conosciuti ed apprezzati dall’uomo fin dall’antichità.
È un elemento chimico, nella tavola periodica ha numero atomico 79 e come simbolo au, dal latino aurum. È compreso fra i quaranta elementi di transizione, tutti metalli.
L’oro puro è, in natura, l’unico metallo di colore giallo. È tenero e malleabile quindi per una migliore resistenza, ha bisogno di essere unito in lega con altri metalli che ne possono cambiare il colore. A seconda delle percentuali usate di tali metalli si può avere oro di colore rosa, con aggiunta di argento e rame, oro bianco con nichel e palladio, e oro blu se unito con del ferro. Fuso o trasformato in sfoglie sottilissime appare verde.
L’unità di purezza dell’oro è il carato. Misura la quantità di oro presente in una lega metallica.
Con il termine ventiquattro carati si indica una quantità di 999 grammi di oro ogni 1000.
L’oro puro è a ventiquattro carati, ovvero 24 parti di oro su altrettante di lega.
L’oro, in base all’uso al quale viene destinato, viene usato in percentuali di 14, 18, 20 e 22 carati sempre in rapporto a 24 parti di lega metallica.
Si presenta in forma solida: pepite, grani e pagliuzze, sia nelle rocce che nei depositi alluvionali.
Le pepite sono pezzi di oro che si trovano nei corsi d’acqua e nei depositi residuali dei filoni auriferi esauriti. Non sono quasi mai composte di metallo puro ma presentano scorie prevalentemente in argento o rame. La più grande pepita fu ritrovata a Victoria, in Australia, nel 1869 e pesava circa ottanta chili. Una volta eliminate le impurità rimasero oltre settantuno chili di metallo puro.
L’oro è quasi inattaccabile dagli acidi e non si ossida. Queste caratteristiche lo hanno reso il candidato ideale per la coniazione di monete e medaglie.

Per giacimento aurifero si intende un filone d’oro che si trova prevalentemente in rocce sedimentarie; può avere un’ampiezza variante da pochi centimetri a qualche metro.
I giacimenti alluvionali sono stati i primi ad essere sfruttati, e ancora si trovano nel letto di alcuni fiumi.
In Italia sono presenti in qualche affluente di sinistra del Po e in qualche altra località piemontese. La produzione è comunque minima.
Anche nelle profondità marine è presente oro ma, attualmente, il costo economico per l’eventuale estrazione è talmente elevato da non essere preso in considerazione.
In teoria l’oro è presente dovunque sulla terra, in effetti, ogni anno, nonostante la forza lavoro impiegata, ne vengono estratte non più di settecento tonnellate.
Le maggiori miniere si trovano in Sudafrica negli stati dell’Orange e del Transvaal.

oro colloidaleL’oro colloidale, ovvero microparticelle auree in sospensione in acqua bidistillata purissima, viene utilizzato in medicina naturale come coadiuvante nella soluzione di diverse patologie. Stimola il sistema immunitario e ritarda la degenerazione del collagene. Stabilizza la temperatura corporea e armonizza l’equilibrio mentale. Trova applicazione nella cura di alcuni tipi di tumori. Diffuso l’uso nella realizzazione di protesi dentarie ed otturazioni, anche se attualmente si è preferito sostituire l’oro con composti fotopolimerizzanti sia per un fattore estetico che per la diversa resistenza all’abrasione, più simile a quella subita dai denti naturali.
Viene usato in tutta sicurezza in quanto reazioni allergiche sono state riscontrate in casi rarissimi. L’organismo umano non assorbe l’oro, ma occorre un’attenzione particolare per i malati di artrite curati con farmaci nei quali è presente questo metallo in quanto sono stati riscontrati danni al fegato ed ai reni di alcuni pazienti.

Conosciuto ed usato anticamente per la produzione di vetri colorati, l’oro colloidale trova largo uso in elettronica e nelle nanotecnologie.
In base al metodo di preparazione di diversi catalizzatori a base di oro, si usa:
In ambito fotografico per il viraggio di immagini prodotte con sali di argento; in astronautica, per la capacità riflettente, per rivestire satelliti; ha funzioni particolari, per la resistenza dimostrata nel tempo, nella costruzioni di parti per computer e apparecchi di comunicazione, oltre che per alcuni parti di motori aerei.

L’oro viene quotato al grammo ed il suo prezzo viene stabilito giornalmente a livello mondiale dal 1919 presso la Borsa di Londra.

I compro oro e i vari servizi

vendere oro usatoQualunque sia la ragione che può spingere a vendere il proprio oro usato, quasi sicuramente ci rivolgeremo ad uno dei numerosi punti compro oro, presenti ormai numerosi in qualunque città. Spieghiamo allora quali sono i passi da compiere e le operazioni da effettuare, in modo da arrivare preparati e non incorrere in spiacevoli inconvenienti o incomprensioni.

Prima di tutto dovrete individuare gli oggetti da vendere. I negozi compro oro ritirano gioielli di ogni tipo oppure orologi, finanche capsule dentarie. Se invece abbiamo intenzione di vendere monete auree oppure lingotti dovremo rivolgerci altrove.
Molto importante è la scelta dell’esercizio dove porterete il vostro oro. Oggi non servirà più fare il giro di tutti i punti vendita per chiedere prezzi e condizioni. Chiunque abbia un minimo di confidenza con il computer, potrà visitare i siti internet della maggior parte dei negozi presenti sul territorio. Potrete così scegliere comodamente la sede che offrirà la migliore quotazione.

Sulla maggior parte dei siti potrete inserire il peso del vostro oro e la caratura per ottenere una quotazione istantanea. Non vi spaventate a sentir parlare di caratura. Sappiate innanzitutto che quasi tutto l’oro usato in gioielleria è a diciotto carati. Potrete però controllare facilmente, visto che per legge tutti gli oggetti in oro devono avere la cosiddetta punzonatura, che altro non è se non una incisione con un piccolo numero. Nel caso dell’oro diciotto carati troverete il numero 750. Tornando alla quotazione, se questa vi soddisfa potrete bloccarla per un tempo minimo di uno o due giorni, stampando una ricevuta che consegnerete poi in negozio. Alcuni siti offrono un  aumento sulla quotazione del vostro oro se “condividete” sui social network: in pratica in cambio di una piccola pubblicità avrete un corrispettivo più alto.

Un ultimo consiglio sulla scelta del negozio è quello di rivolgersi preferibilmente ad affiliati alle grandi catene di franchising, che hanno il doppio vantaggio di offrire solitamente quotazioni più alte e garantire con il loro marchio l’affidabilità dei membri.
A questo punto vi potrete recare nella sede selezionata e procedere con la vendita. Qui per prima cosa il vostro oro verrà pesato su un’apposita bilancia di precisione. Sinceratevi sempre che la stessa sia munita del bollino verde dell’ufficio pesi e misure, che attesta la corretta taratura dello strumento. Se fossero presenti pietre o altre parti non in oro, sappiate che queste verranno rimosse per la pesatura.

Il passo successivo sarà la determinazione del titolo del materiale. Il metodo utilizzato è il cosiddetto saggio alla tocca. Questa procedura prevede che il gioiello venga passato su un’apposita pietra lavica di grana molto fine, in modo da prelevare un microscopico campione. Sulla striscia di materiale verranno poi aggiunte poche gocce di un reagente, di solito acido solforico, che ha la proprietà di allontanare gli altri metalli dall’oro puro. L”incaricato potrà così determinare il titolo dell’oro, in base ai parametri del test. Questo test è molto affidabile e, se eseguito da un addetto esperto, ha una precisione che si aggira intorno al novanta percento.

Ora che abbiamo stabilito peso e caratura dei nostri oggetti in oro, l’addetto potrà farci un’offerta per l’acquisto, basata sulla quotazione internazionale del giorno e aggiustata secondo la caratura e le eventuali commissioni applicate da ogni catena. Ricordiamoci che la quotazione di borsa dell’oro si riferisce al metallo puro a ventiquattro carati, e non all’oro usato di caratura inferiore. Questo per evitare che qualcuno possa rimanere deluso dal prezzo offerto perché lo rapporta solo al valore di mercato.
Se invece avrete utilizzato l’opzione blocca prezzo online, potrete consegnare la ricevuta stampata al negoziante che vi applicherà la quotazione pattuita. Ricordatevi che il blocca prezzo non è impegnativo, e potreste decidere di non vendere i vostri gioielli, ad esempio perché quel giorno c’è stata una impennata del prezzo dell’oro e sperate in una quotazione migliore.
anello oroAccettata l’offerta del negoziante, resteranno solo da compilare pochi moduli e potremo finalmente avere i nostri contanti. Non dimenticate di portare sempre con voi un documento di identità. La legge in materia di riciclaggio è molto precisa e severa, e prevede che ogni transazione sia registrata con un apposito modulo. In questo compariranno i vostri dati personali e quelli del titolare o della società acquirente, la descrizione degli oggetti venduti, il loro peso ed il titolo, nonché il controvalore in denaro. Sempre per la normativa antiriciclaggio ricordate che non si possono effettuare od accettare pagamenti in denaro contante per importi superiori a mille euro. Perciò nel caso i vostri preziosi abbiano un valore superiore, vi verrà consegnato un assegno per l’importo pattuito. Nulla vieterebbe di effettuare più transazioni di importo inferiore, ricordate però che non sempre ciò risulta conveniente. Infatti, come potrete notare quando richiedete una quotazione online, spesso la quotazione per grammo è più alta in proporzione alla quantità del materiale che si intende cedere.

Ricordate di rivolgervi sempre ad esercizi di provata fama, e che è un vostro diritto verificare che l’esercizio possieda le autorizzazioni necessarie per l’attività che svolge, e un dovere dell’esercente mostrarvele. Sicuramente un professionista serio non avrà alcun problema a dimostrarvi di essere in regola, e anzi ne sarà ben felice.

Oro etico, l’importanza di questa scelta

miniera oroL’oro è uno dei metalli più rari e preziosi, e viene estratto e lavorato fin da tempi antichissimi. Le tecniche estrattive sono cambiate nel corso dei secoli, ma sono sempre state caratterizzate dal forte impatto ambientale. L’oro viene attualmente estratto con due sistemi principali: in miniere sotterranee da minerali auriferi e in miniere a cielo aperto per lavaggio di rocce e terreni.

In entrambi i casi l’estrazione in sé si rivela molto invasiva per l’ambiente. nelle miniere sotterranee sono utilizzati largamente gli esplosivi e, trattandosi di miniere solitamente molto profonde che possono raggiungere anche i mille metri di profondità, nonché spesso situate in paesi poveri o sottosviluppati, le condizioni di sicurezza dei lavoratori impiegati sono spesso precarie, per usare un eufemismo. Le miniere a cielo aperto creano invece immense ferite nel paesaggio, ed impiegando enormi quantità d’acqua per il lavaggio dei materiali auriferi, spesso minano l’equilibrio idrogeologico dell’area in cui si trovano.
Per separare le particelle d’oro dalle altre senza valore, vengono utilizzati agenti altamente inquinanti come il mercurio od il cianuro, che poi possono finire scaricati nei fiumi o nel terreno creando danni spesso irreparabili per l’ecosistema locale.

Inutile sottolineare che in molti paesi produttori d’oro, specialmente africani, i minatori lavorino senza alcun contratto e senza le più elementari misure di sicurezza, in condizioni che non si discostano molto dalla schiavitù. Nelle miniere africane non è infatti difficile assistere a scene da girone infernale, dove gli uomini escono dalle viscere della terra seminudi, senza caschi stivali od occhiali protettivi, ricoperti di fango e terra, e trasportando a spalla enormi sacchi di terra e pietra aurifera. In superficie, un esercito di donne, spesso con i figli piccoli legati sulla schiena, rompono i pezzi più grandi a martellate e poi lavano il sedimento a mano, utilizzando il cianuro ed il mercurio per separare l’oro dallo scarto. Il tutto in turni massacranti che possono arrivare anche a ventiquattro ore consecutive. Questa drammatica situazione riguarda spesso una fetta importante della popolazione: in Tanzania ad esempio, quarto produttore africano del prezioso metallo, su una popolazione di 47 milioni di persone, si calcola che circa 15 milioni lavorino nelle miniere d’oro.
Ovviamente che si tratti delle miniere inferno della Tanzania oppure delle moderne e meccanizzate miniere del Sud Africa, i lavoratori ricevono un salario, in molti casi misero, e non partecipano minimamente agli enormi profitti che una miniera d’oro può generare.

Negli ultimi anni si sta tentando di porre un freno a questo sistema, come si è già fatto, o tentato di fare, nel commercio dei diamanti. Inizia così a svilupparsi il concetto di oro etico. L’idea prende spunto da iniziative simili sorte in molti settori, che vengono genericamente definite come commercio equo e solidale, un commercio che non faccia del profitto realizzato l’unico metro di misura.
Lo scopo che l’operazione oro etico si prefigge nel suo manifesto, che potete trovare online, è di commerciare solamente oro che rispetti dei criteri di solidarietà ed ecologicità. E’ bandito l’oro estratto con esplosivi o trattato con agenti inquinanti come mercurio e cianuro. Si richiede che le miniere rispettino degli standard minimi di sicurezza, senza l’impiego di lavoratori minorenni o donne in lavori pesanti e pericolosi, e che i turni di lavoro siano definiti e non eccessivamente lunghi. Si preferiscono piccole miniere gestite da cooperative di minatori, che possono così partecipare agli utili, o in alternativa si richiede che i lavoratori siano tutti regolarmente assunti ed assicurati, e che ricevano un salario equo. Alle società minerarie che hanno in concessione un sito è richiesto di contribuire al miglioramento delle condizioni delle comunità locali, ad esempio con la costruzione di scuole, ospedali, strade ecc.

Visto il successo delle iniziative passate legate al commercio equo e solidale, che denotano una sempre maggiore attenzione del consumatore per la filiera che sta dietro ai beni che acquista, l’oro etico ha sicuramente tutti i requisiti per ritagliarsi una fetta di mercato sempre crescente. I dati suggeriscono che in tutto il mondo cresce la domanda di beni che non derivino da sfruttamento od inquinamento, ed il commercio dell’oro si sta adeguando al trend.

Sono infatti sempre più le gioiellerie che propongono ai propri clienti oro etico, e d’altro canto sono sempre più i clienti che richiedono gioielli in oro etico, specialmente in occasione di eventi come matrimoni o battesimi.
Il rovescio della medaglia è sempre il solito: per garantire tutte le cose che abbiamo elencato sopra, l’oro etico costa leggermente di più di quello normale. Certamente chi decide di acquistare un gioiello etico perché è convinto con questo di poter dare un suo contributo all’ambiente ed al miglioramento delle condizioni di vita dei minatori, non si farà certamente scoraggiare dal prezzo un po’ più alto.

Un’ultima curiosità ed un piccolo vanto nazionalistico, è il fatto che l’oro etico nasce parlando italiano. L’idea originale si deve infatti ad una azienda del settore minerario con sede in Umbria, con concessioni in tutto il mondo, che ha deciso di puntare su questo nuovo concetto sfruttando principalmente i depositi alluvionali. Questi infatti sono i siti estrattivi che consentono, se si vuole, il maggiore rispetto dell’ambiente.